Archivio bioiconografico

L'Archivio nasce ufficialmente nel 1945 per volontà della Soprintendente del tempo Palma Bucarelli, ma l'acquisizione di documentazione avveniva già da tempo, e cioè da quando era stato fondato l'Istituto (R.D. 13/08/1883), originariamente ubicato in via Nazionale dove oggi è il Palazzo delle Esposizioni. 

La raccolta, assolutamente peculiare della GNAM, conserva documenti sull'arte dal XIX secolo in poi in Italia e nel mondo attraverso il reperimento, la conservazione e la schedatura di ritagli stampa, inviti a mostre e manifestazioni artistiche, locandine, piccoli cataloghi, manifesti, foto di opere ed altro. Le modalità d'incremento di questo Archivio sono state di vario genere: accanto a quella canonizzata e più cospicua che è stato l'abbonamento all'Eco della Stampa, agenzia di servizi giornalistici per il reperimento della rassegna stampa d'interesse specifico all'arte moderna e contemporanea, esiste una forma d'incremento spontanea, legata al rapporto diretto con gli artisti viventi o con i loro eredi, che hanno spesso fornito materiale unico e, a volte, impossibile da reperire in altro modo.

L'incremento così eterogeneo del materiale non ha permesso una quantificazione sia pur approssimativa di tutto ciò, ma si valuta che l'attuale consistenza sia di milioni di documenti. L'Archivio consta di due grandi sezioni: la sezione monografica, il cui materiale è raccolto sotto il nome dell'artista cui si riferisce e che ulteriormente si divide nel settore biografico (il cosiddetto materiale minore), di cui esiste un indice cartaceo ed è in corso di creazione quello informatico, e nel settore iconografico (foto, fotocolor, diapositive ecc.) e la sezione tematica che raccoglie materiale concernente ogni settore dell'arte moderna, il tutto diviso secondo un preciso schema classificatorio. Tale schema ha conservato una determinata struttura dalle origini della costituzione del fondo fino al 1979 e poi allora è stato rinnovato, ed è tutt'ora in uso, secondo canoni che tengono conto di rinnovate esigenze, ma che non hanno voluto stravolgere l'impostazione di base. Le voci riconosciute sono 57, alcune delle quali ulteriormente ridivise, fino a giungere ad un totale di 448 titoli.

Dal 20 ottobre 1999 e fino al 30 novembre 2010 è stato in vigore l'invio della rassegna stampa attraverso i canali telematici, un modo di reperimento del materiale che consente di avere dati certi circa il quotidiano apporto di ritagli giornalistici e soprattutto una gestione più rapida e dettagliata di questi stessi. Nell'ottobre dello stesso anno la Galleria nazionale d'arte moderna, con i suoi archivi, aderì al Consorzio B.A.I.C.R. (Biblioteche Archivi e Istituti Culturali di Roma) nell'ambito del Progetto "Archivi del ‘900" volto a costituire un Archivio informatizzato attraverso il software di gestione GEA e la contestuale creazione di una banca dati specialistica, consultabile tramite Internet.

Dal giugno del 2013, con la chiusura del progetto "Archivi del ‘900", il consistente  data base fino a quel momento creato è migrato su una nuova piattaforma open source, xDams, che è consultabile direttamente sul sito della Galleria nazionale d'arte moderna.

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