L'Obelisco

L'Obelisco (1946 - 1978) di Irene Brin e Gaspero del Corso

 

Obelisco, l'ingresso della GalleriaFondata nel 1946 da Irene Brin e Gaspero del Corso, L'Obelisco ha avuto il merito di essere stata la prima galleria aperta a Roma subito dopo la guerra, per costituire poi uno dei poli culturali più attivi e vitali nella città durante gli anni cinquanta e sessanta.

Coppia inconsueta e di respiro internazionale, Gaspero del Corso ma soprattutto Irene Brin, scrittrice, giornalista e corrispondente di Harper's Bazaar, improntarono profondamente, con le loro vivacissime personalità l'attività intellettuale ma anche mondana della galleria.

Nel corso di trenta anni di attività, nelle sale della galleria di via Sistina sono infatti state esposte - accanto ai lavori dei più importanti pittori della generazione d'anteguerra, da Morandi, artista con il quale si inaugura L'Obelisco, a Sironi, de Chirico, Balla, Campigli - le opere di Afro, Capogrossi, Fontana, Burri, Pomodoro, cioè dei principali artisti italiani protagonisti del rinnovamento figurativo dei primi anni cinquanta, come anche sono stati ospitati gli esordi di giovani pittori, affermatisi poi  successivamente, come Vespignani o Foppiani.

Ma soprattutto il pubblico ha potuto vedere - spesso per la prima volta - i lavori di artisti stranieri come Matta, Magritte, Gorky, Rothko, Kandinsky, Moore, Calder, Dalì, Bacon, Rauschenberg, Grosz, il gruppo Cobra, Picasso, del quale nel 1954 venivano esposti i nove capolavori di proprietà del Museo d'Arte Occidentale di Mosca; e ancora Lam, Steinberg e Dubuffet, ad ulteriore testimonianza della sensibilità dei suoi curatori tanto verso i linguaggi tradizionali come verso quelli d'avanguardia e di un'attività aperta sempre sia ai nomi consacrati dell'arte italiana contemporanea, sia a quelli della sperimentazione internazionale.

La ricerca su L'Obelisco nasce dall'acquisizione da parte dello Stato del fondo d'archivio nel 2000, alla quale ha fatto seguito, nel dicembre del 2001 e fino al marzo 2002, una mostra nella sala Dossier della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea con l'allestimento delle opere comprate in quegli anni dal museo presso i due galleristi, il cui ruolo ha fatto parte a pieno titolo del sistema dell'arte.

L'attività de L'Obelisco costituisce quindi patrimonio culturale collettivo e lo studio ad essa dedicato è stato realizzato con la consultazione dei documenti dell'archivio acquisito, accompagnato da un regesto delle mostre tenute dal 1946 al 1978, che si è ritenuto utile pubblicare. Il regesto è stato redatto con l'aiuto delle buste monografiche dell'archivio bio-iconografico conservato anch'esso in Galleria. La consultazione del prezioso materiale - formato per la maggior parte durante gli anni della direzione Bucarelli - ha permesso di ricostruire tutto il percorso espositivo de L'Obelisco attraverso la cronologia delle mostre, alla quale sono state aggiunte le recensioni dell'epoca e, dove è stato possibile, l'elenco delle opere esposte. In questo modo è stato restituito un repertorio di dati allo stesso tempo indispensabili e di grande suggestione.

Il regesto quindi dà conto dettagliato di quanto intensa e varia sia stata nei suoi trenta anni la vita de L'Obelisco. I nomi degli artisti italiani e stranieri che vi figurano consentono di verificare l'ampiezza degli interessi e la proprietà delle scelte di Irene Brin e Gaspero del Corso e mostrano come la loro galleria sia stata in alcune occasioni il luogo di incontro privilegiato di importanti snodi del mondo dell'arte di quegli anni.

Presentazione dello studio

Regesto delle mostre della Galleria